• 11.04.2012 - Debutta Google Currents, app per sfogliare riviste

    Google ha annunciato che da oggi sarà disponibile anche in Italia Google Currents, un’applicazione per dispositivi Android e iOs, che consente di sfogliare riviste online e altri contenuti di natura editoriale con un semplice tocco. Google Currents permette di ricercare e leggere in versione integrale articoli pubblicati dai principali editori internazionali, in un formato ottimizzato per smartphone e tablet. Attraverso questa applicazione è inoltre possibile navigare in modo intuitivo tra parole, immagini e video, su schermi grandi e piccoli, anche in modalità offline.
    In Italia, Google ha lavorato con diversi editori affinché le loro pubblicazioni fossero disponibili in Google Currents.

    Tra questi AdnKronos, Class Editori (con le pubblicazioni MF-Milano Finanza, Italia Oggi e ClassTVModa), Il Secolo XIX, Il Sole 24 Ore (con i canali online Motori24, Moda24 e Casa24), La Stampa, MonRif (con Quotidiano.net, Il Resto del Carlino, La Nazione ed Il Giorno), SportNetwork (con le pubblicazioni Corrieredellosport.it e Tuttosport.com).

    Google offre una piattaforma self service per rendere disponibili i contenuti su Google Currents, lasciando agli editori la possibilità di gestire e personalizzare i propri contenuti, che appaiono chiaramente sotto il brand dell’editore. Currents è disponibile a livello internazionale in 46 lingue e su qualunque dispositivo Android e iOS; si avvale del Traduttore di Google per consentire agli utenti di tradurre automaticamente le loro edizioni preferite nella propria lingua; infine, consente la sincronizzazione dinamica, che aggiorna i contenuti automaticamente in background per potervi accedere velocemente e anche in modalità offline.

    Utilizzare Currents è molto semplice. Dopo aver scaricato l’applicazione da Google Play (per i dispositivi con Android 2.2 o superiore) o dall’App Store di Apple (per i dispositivi con iOS), gli utenti devono solo scegliere le pubblicazioni che intendono seguire, gratuitamente. Inoltre, è possible aggiungere feed RSS, video e foto feed, stream pubblici di Google+ e i feed che si …

  • 29.03.2012 - Quattro aziende su cinque scelgono il dialogo su Facebook

    A poco più di un mese dall’introduzione dello scambio di messaggi privati tra aziende e consumatori, si possono tirare le prime somme. Tra le 100 aziende con il maggiore numero di “like” 79 hanno scelto di dialogare direttamente con i propri clienti o potenziali tali.

    Sono le catene di ristorazione e le imprese attive nella moda quelle che porgono più volentieri l’orecchio alle voci degli utenti, sono invece più restie le aziende di telecomunicazione e quelle automobilistiche.

    Se questo dato può essere esemplare, andando ad abbattere quel muro di gomma che spesso rende troppo anonimo il dialogo via web con le aziende, c’è da considerare un dato meno confortante: la media di messaggi inviati è di 2,2 ogni 100mila fan, segno che le utenze sembrano ancora lungi dall’avere compreso l’importanza di questo metodo. Non lo dimostra soltanto la bassa incidenza ma anche la sostanza della stessa; sopra la media ci sono i network televisivi, sollecitati da richieste che riguardano le serie TV trasmesse mentre, in linea con la media, vi sono le aziende di retail che ricevono richieste circa gli ingredienti dei propri prodotti alimentari o, comunque, dati che si possono trovare sui rispettivi siti internet.

    Per il momento questo strumento sembra usato dagli utenti per sedare i propri pruriti circa l’avvenire di questo o quel personaggio televisivo oppure come succedaneo di un qualsiasi motore di ricerca, lasciando trasparire che la vera potenzialità è ben lungi dall’essere inquadrata. Il vero valore aggiunto avviene nelle retrovie di Facebook: raccogliendo le impressioni degli utenti le aziende possono migliorare le procedure interne, quelle che normalmente vengono definite con il termine “escalation”, i rapporti con i clienti e, non da ultimo, i prodotti e i servizi offerti. Come se ci fosse grande voglia, da parte dei consumatori, di assumere un peso specifico nelle decisioni …

  • 27.03.2012 - Claudio Cecchetto lancia Faceskin

    Agli inizi Facebook era l’idea di un gruppo di studenti all’università di Harvard: inizia in un campus con un costo di circa sessanta euro. Presto arriva in altri atenei. E poi supera i confini nazionali. Mark Zuckerberg era uno dei fondatori e credeva in un’integrazione con la musica. Ma saranno le fotografie condivise in massa dagli studenti a fare la differenza. Era l’onda lunga dei social network. Dall’intuizione di Claudio Cecchetto, fondatore di radio Deejay, arriva Faceskin. Parte da una rete internet diversa rispetto a dieci anni fa, dove i gruppi sociali online sono ormai diffusi. E cambia marcia.

    Le guide iniziali per cercare un percorso su internet sono Jovanotti, Fiorello, Max Pezzali, Linus: hanno condiviso la loro lista di siti web che, insieme, diventano un itinerario. Sono organizzati in weblist da sfogliare, come un album fotografico. Inoltre ogni iscritto può organizzare la sua raccolta su argomenti da condividere con gli altri. Diventano i primi passi per la “social search”: sono le persone a scandagliare il web, segnalare le strade da seguire e archiviare i percorsi in una biblioteca comune. Faceskin è ancora in una fase ad accesso limitato (beta) con poco più di 15mila utenti registrati. Che al momento dell’iscrizione possono scegliere almeno sei temi e vedere quali sono i profili con interessi simili. Con l’alchimia di Facebook ha in comune anche il laboratorio di partenza: prevede di iniziare la collaborazione con un ateneo. “Può diventare un plus significativo”, osserva Giovanni Puglisi, rettore dello Iulm di Milano. È un’iniziativa che verrà elaborata nei prossimi mesi.

    Saranno i “newsjockey” a costruire una loro raccolta di informazioni su un argomento, come un giornale personalizzato: avranno il compito di scandagliare il web e racchiudere la loro competenza nella ricerca di notizie. Non una formula matematica, ma l’intuizione e l’esperienza delle persone. Diventa …

  • 24.03.2012 - La bella estate: a short movie by Dolce & Gabbana

    Leandro Manuel Emede edited the short movie filmed during the shooting of Dolce&Gabbana SS/12 Man Campaign shot by Mariano Vivanco, a tribute to cinema italiano…

    The sound of the water, the cicadas singing, the bells ringing, the noise of a Vespa passing by, the beauty of young lovers framed by the sunlight of a summer’s day: this short movie by Leandro Manuel Ermede was filmed during the Dolce&Gabbana SS/12 Man Campaign shot by Mariano Vivanco and interpreted by young Italian actors Francesco Scianna, Filippo Nigro, Primo Reggiani, Beppe Fiorello, Thomas Trabacchi and Chiara Francini. The campaign, also meant as a tribute to Italian beauty and to the cinema Italiano, has been translated by Dolce&Gabbana in the very same language that expresses this cinematic mood, the quintessence of it: a short movie that features the same protagonists of the shooting.

    The fil-rouge of the story is the Italian lifestyle: a beautiful town in Italy immersed in a relaxed atmosphere, a happy, lazy day spent with family, friends, loved ones, enjoying festive meals, long walks and laughing hard (and occasional flirting, too).

    The leisure time recounted in the movie stands out thanks to the framings of little gestures and to the sounds – you can almost smell the sea and the Mediterranean vegetation. These are all perfect ingredients making up the art of the Italian lifestyle and Italian cinema.

    The short movie succeeds in fact in engaging the viewer so much so that at the end you wonder: “what is going to happen next?”

    Written by: Elisa della Barba

    Fonte: Swide.com

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