• 18.02.2012 - Mr Twitter, Jack Dorsey

    La nuova sfida del fondatore del sito di microblogging: notizie più in risalto ciascuno troverà ciò che cerca
    «Sono sempre stato interessato a come taxi, ambulanze e auto della polizia comunicano tra loro. Alla fine ho pensato di sviluppare un progetto per quelle persone che condividono brevi messaggi di testo, in modo semplice, su telefoni cellulari». Era l’alba del microblogging, la sua creatura, e quel ragazzo, affascinato dai messaggi in codice fra taxi o ambulanze, ora è il padre di Twitter, Jack Dorsey.

    «Oggi nel mondo oltre 100 milioni di persone usano Twitter per stare in contatto con quello che è più importante per loro – spiega, nella sua prima intervista a un giornale italiano -. Può essere una persona, un’organizzazione, un governo, una piccola impresa o una celebrità. La gente lo usa per seguire le news o il panettiere sotto casa. Il risultato è che sta cambiando il modo in cui le persone comunicano. Le barriere artificiali, i luoghi, gli status e la cultura non ci separano più: sono come i muri di una città che crollano in modo che tu possa finalmente vedere tutti quanti».
    Una rivoluzione che nasce dalle passioni, dai sogni di un ragazzo innamorato delle metropoli, delle mappe e delle vetture che ingorgano e fanno pulsare di vita le strade. Era il 2006. Pochi anni prima, Dorsey aveva lasciato il mondo del software dopo essere stato liquidato dalla sua prima società. Aveva ripreso a studiare: botanica e arte del massaggio. Non aveva ancora trent’anni e forse era indeciso se nella vita avrebbe coltivato orchidee o la passione per la moda. Invece ha cambiato il mondo della comunicazione e oggi, a 35 anni, figura tra i cento pensatori più influenti al mondo secondo Foreign Policy , al diciassettesimo posto, alla pari con il suo «collega-rivale» Mark …

  • 31.12.2011 - Barack Obama è fatto per YouTube, video virale

    Il Presidente Barack Obama, ha veicolato la sua campagna elettorale soprattutto tramite i social media, questa ormai è cosa certa e risaputa, ma vogliamo evidenziare una fantastica viralizzazione fatta pochi giorni prima delle elezioni del 2008 per far capire ancora una volta l’importanza dei Social Media.
    Nell’elezione del 2008 ha votato circa il 65% della popolazione americana, la partecipazione più alta dalle elezioni del 1908. Sono risultati impressionanti, senza contare che, per la prima volta, un democratico ha vinto in Virginia e in Indiana. Obama è riuscito dove chiunque altro aveva fallito. Il supporto per Obama è arrivato da ogni luogo durante la Sua ascesa politica a razzo, compresi posti insospettabili. Ecco l’esempio di cui vogliamo parlare:
    I famosi spot pubblicitari della Budweiser “Whassup”, lanciati nel 1999, hanno immediatamente aumentato le vendite di Bud Lights. Questi spot sono entrati a far parte della cultura americana grazie alla loro inclusione nel break pubblicitari del Super Bowl nel 2000. Poteva essere possibile realizzare una simile idea per la campagna di Obama?
    Venne realizzata una parodia di quei clip con gli stessi personaggi e con lo stesso stile, ma al posto di un ragazzo che si rilassava su un divano, il protagonista era su una sedia pieghevole in una casa piena di scatoloni, un richiamo sottile alla crisi del mercato immobiliare americano del 2008. Da quella scena, la parodia continuava con una serie di scambi “whassup” in stile conference-call. I personaggi comprendevano un soldato stanziato in Iraq, un uomo che combatteva contro un tornado, un altro che cercava aiuto per pagare le spese mediche a causa di un braccio rotto e “Dokkie”, uno dei protagonisti originali, che meditava il suicidio dopo aver perso tutte le sue azioni. Dokkie è sovrappeso e, quando tenta di suicidarsi, strappa il ventilatore dal soffitto, un escamotage …

  • 30.12.2011 - Dancing Matt – Un caso eclatante

    Una Società che è stata in grado di ottenere un grande successo tramite il web marketing e l’utilizzo dei social media è la casa di gomme da masticare Stride (Cadbury) e tutto si deve a Matthew “Matt” Harding, nato il 27 settembre 1976.
    Harding era uno sviluppatore americano di videogame di Westport, Connecticut, che ha lavorato con la Cutting Edge Entertainment e l’Activision, principalmente creando giochi del genere “sparatutto”. Dopo aver affermanto che non voleva passare altri due anni della sua vita sviluppando l’ennesimo gioco violento, Matt si licenziò e cominciò a viaggiare, producendo il suo primo video “ballerino”. Tutti siamo conosciuti nel nostro giro di amicizie per qualche particolarità o abitutide, e Harding era noto per un ballo strano. Mentre era in vacanza in Vietnam, il suo compagno di viaggio suggerì di girare un video mentre Matt si dimenava. Il video venne messo on line sul suo sito web in modo da renderlo disponibile per amici e parenti. Harding decise di fare questa strana danza in qualunque luogo esotico in cui si trovasse durante il suo lungo viaggio. Dopo essere tornato a casa. Matt fece un montaggio delle varie scene di danza in ben 15 luoghi diversi. Tutte le sequenze erano identiche: lui al centro dell’inquadratura con qualche edificio straniero sullo sfondo e la canzone “Sweet Lullaby” come colonna sonora. Il video venne distribuito via e-mail e divenne rapidamente virale. La bellezza di un simile video è che non ha nessuna barriera linguistica ed è molto semplice. Ovviamente Matt decise di caricarlo su YouTube. La Stride Gum vide un’opportunità e contattò Matt, offrendosi di sponsorizzare i suoi viaggi. Matt ne fu molto felice poichè il suo budget si stava riducendo al lumicino. Con l’aiuto della Stride, Matt produsse un terzo video nel giugno del 2008, montando sequenze girate in …

  • 16.11.2011 - È ora di un ministro di Internet?

    Il web è ormai il 2% del nostro Pil 
È ora di un ministro di Internet?

    Un’industria con tassi di crescita del 18% annuo. Serve qualcuno che sappia dialogare con il mondo delle start up

    MILANO – Mentre si consumano le consultazioni per il nuovo governo Monti sembra lecito lanciare un seme per il futuro dell’Italia e della crescita del Pil, la cui debolezza è il vero cancro del bilancio pubblico, dell’occupazione e della speranza: anche se la bulimia dei prodotti tecnologici a cui ci ha abituati il consumismo 2.0 ci trasmette l’idea di un settore più che altro merceologico, l’economia digitale ha ormai uno status nobile di cui vale la pena interessarsi. Secondo le più recenti analisi di McKinsey l’industria del web in Italia rappresenta ormai il 2% del Pil, cioè oltre 30 miliardi di euro, e per Marc Vos, managing director di Boston Consulting Group, si stima un solido 4% entro il 2015. Poco? Oggi l’Agricoltura – che ha un proprio ministero – rappresenta il 2,63% del Pil (dati Istat). E dunque è probabile che nella prossima legislatura avvenga il sorpasso: più Internet, meno cabernet, rielaborando un vecchio e famoso graffito popolare.

    Perché allora non iniziare a pensare a un ministro di Internet, anche senza portafoglio? In vista delle prossime elezioni potrebbe essere una bella provocazione. Se verranno rispettate le condizioni migliori prospettate dal rapporto Bcg tra il 2009 e il 2015 il tasso di crescita del settore in Italia potrebbe essere del 18% annuo. Il fenomeno sarà spinto anche dalla crisi visto che il paradigma del web è: maggiori tassi di crescita con meno investimenti. Nei Paesi del G8 oltre a Cina, India, Brasile, Svezia e Corea del Sud (70% dell’economia mondiale), Internet ha prodotto, nel 2009, 1.376 miliardi di dollari. Non è un caso che ormai …

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