18.02.2012 - Mr Twitter, Jack Dorsey
La nuova sfida del fondatore del sito di microblogging: notizie più in risalto ciascuno troverà ciò che cerca
«Sono sempre stato interessato a come taxi, ambulanze e auto della polizia comunicano tra loro. Alla fine ho pensato di sviluppare un progetto per quelle persone che condividono brevi messaggi di testo, in modo semplice, su telefoni cellulari». Era l’alba del microblogging, la sua creatura, e quel ragazzo, affascinato dai messaggi in codice fra taxi o ambulanze, ora è il padre di Twitter, Jack Dorsey.
«Oggi nel mondo oltre 100 milioni di persone usano Twitter per stare in contatto con quello che è più importante per loro – spiega, nella sua prima intervista a un giornale italiano -. Può essere una persona, un’organizzazione, un governo, una piccola impresa o una celebrità. La gente lo usa per seguire le news o il panettiere sotto casa. Il risultato è che sta cambiando il modo in cui le persone comunicano. Le barriere artificiali, i luoghi, gli status e la cultura non ci separano più: sono come i muri di una città che crollano in modo che tu possa finalmente vedere tutti quanti».
Una rivoluzione che nasce dalle passioni, dai sogni di un ragazzo innamorato delle metropoli, delle mappe e delle vetture che ingorgano e fanno pulsare di vita le strade. Era il 2006. Pochi anni prima, Dorsey aveva lasciato il mondo del software dopo essere stato liquidato dalla sua prima società. Aveva ripreso a studiare: botanica e arte del massaggio. Non aveva ancora trent’anni e forse era indeciso se nella vita avrebbe coltivato orchidee o la passione per la moda. Invece ha cambiato il mondo della comunicazione e oggi, a 35 anni, figura tra i cento pensatori più influenti al mondo secondo Foreign Policy , al diciassettesimo posto, alla pari con il suo «collega-rivale» Mark …







